Mea di Trapletti vince il Trofeo Saladini Pilastri edizione 1995

 

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ella fredda mattinata di lunedì 21 agosto 1995, nel cantone svizzero del Vallese, a ca. 25 km da Sion, sotto l’incombente peso dei 4 milioni di metri cubi di acqua della diga più alta del mondo, davanti al ristorante Val des Dix di Pralong c’è un insolito movimento di cani, fuoristrada e persone. I signori Goedlin e Fricker, rispettivamente presidente e segretario del Setter & Pointer Club SUISSE danno fuoco alle polveri del Trofeo Romano Saladini Pilastri 1995, con il benvenuto ai concorrenti e la lettura delle varie coppie delle tre batterie.

Dopo una non troppo assolata prima giornata di prova ci si ritrova alla stazione sportiva di Leteygeon, dove, dopo il rito della Raclette offerta dal SPCS, viene data lettura delle varie classifiche da parte dei giudici. Irgo di Centromarche, setter inglese di Ermes Bizzozero (CH), si aggiudica la qualifica di 1° Ecc. CAC/CACIT e vince la prova odierna. “Irgo”, come relaziona il giudice Malnati, “è un cane piacevole, dal galoppo facile e nessuna difficoltà sui terreni di montagna; piacevole pure come è stata sviluppata l’azione del turno, culminata con un punto in perfetto stile di razza”.

La spruzzata di pioggia della sera precedente aveva fatto temere ai concorrenti di prendersi una “brutta lavata” durante la seconda giornata di prove. Invece un sole chiaro, unito al freddo pungente della Val d’Hérémence, ha svegliato concorrenti, giudici e cani. La partenza alle 7 e 30 ai terreni di prova (Méeribé, Thion, Mandelon) si è svolta senza problemi ed incidenti. Dopo la prova ci si è riuniti tutti in un boschetto ai piedi della diga della Grande-Dixance dove è stato offerto un picnic dal SPCS e sono state fatte le relazioni e stilate le classifiche. Vince la seconda prova valligiana del Trofeo, Glenn, setter inglese di Paolo Rui (Tv), ancora con la massima qualifica di 1° Ecc. CAC/CACIT. “Glenn”, per il giudice francese Fombonnat, “ha sostenuto un gran percorso coronato sul finire da una ferma in grande espressione su una femmina, questo grazie anche al conduttore che lo ha guidato con grande maestria”.

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opo un giorno di pausa eccoci di nuovo prendere scarponi e cani per la due giorni ticinese del Trofeo. Giovedì 24 agosto ci si ritrova al Ristorante-Albergo di  All’Acqua, in alta valle Bedretto, tra i passi della Novena e del San Gottardo, dove già gli esperti accompagnatori Teo Petrocchi, “Giacumun” Sala e Silvio Bellini stanno dando lettura delle coppie delle rispettive batterie. Come al solito l’organizzazione delle prove ticinesi, sotto la direzione del presidente del Setter & Pointer Club Ticino, arch. Chiappini, e dal suo fedele segretario, Antonio Trapletti, si è dimostrata impeccabile.

Dopo un breve tragitto in macchina le tre batterie giungono all’alpe, dove si divideranno: la prima di Petrocchi a sinistra, la seconda di Sala in centro, la terza di Bellini a destra. Le condizioni meteorologiche si sono dimostrate abbastanza buone, con un piccolo rovescio a fine prova. La nostra batteria, giunge al campo base con tre cani in classifica, e subito veniamo investiti da voci di corridoio che darebbero assegnata anche oggi la massima qualifica. Voci poi confermate durante la relazione dal giudice Della Torre, che assegna alla Mea di Trapletti, detentrice del Trofeo 1994, la qualifica di 1° Ecc. CAC/CACIT. “V’erano quattro angoli dove potevano esserci i galli”, relaziona Della Torre, “Mea li ha esplorati tutti con perizia, giungendo ad ottenere un eccellente punto in perfetto stile di razza”. Nella nostra batteria è da segnalare il 2° Ecc. di Irgo del Centromarche, che passa così in testa alla classifica generale del Trofeo; Mea, invece, grazie ad un 1° Mb. fatto in Vallese assume la seconda posizione in classifica generale.

Anche in Ticino, come in Vallese la pioggia della sera prima faceva presagire brutto tempo per la seconda giornata di prova, mentre, ancora una volta, il sole ed il freddo pungente hanno risvegliato i concorrenti e fatto crollare tutti i pronostici della sera prima. La nostra batteria, la più sfortunata, ha incontrato solo un gallo, che non è stato sfruttato. Dopo invani richiami giungiamo al campo base dove intorno al banco del picnic offerto dal SPT aleggia nuovamente l’aria del grosso risultato. Di fatti, Giulio Farè pone After setter inglese di Cotizelati, al 1° Ecc. CAC/CACIT. “Dopo un grande percorso in cui viene dimostrata la potenza, il collegamento e la passione del cane”, dice Farè, “After si aggiudica un eccellente punto in stile che merita il CAC e viene confermato dal CACIT”.

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i gioca in casa: domenica 27 agosto la prova nel gruppo del Pasubio inaugura la parte italiana del Trofeo. Come è ormai tradizione veniamo ricevuti alla stazione di Rovereto dall’instancabile organizzatore e animatore del Gruppo Cinofilo Roveretano, Giancarlo Nicoli, che alla domanda dei concorrenti più maliziosi “Ci sono i galli?” risponde con un sorriso a trentatré denti ed un pizzico di orgoglio: infatti la prova dell’anno passato può vantare qualcosa come una trentina di incontri, cosa non da poco per una gara su selvaggina tipica di monte. Si parte alle 5 e 30 dalla Stazione Ferroviaria alla volta del campo base di Pazul, centro logistico e posto comando da dove Nicoli coordina l’andamento della competizione. La nostra batteria, guidata da Giorgio Pizzini e giudicata dal prof. Giangaetano Delaini, dopo un avvio inconcludente riesce, durante il richiamo a portare due soggetti a punto. Meno fortunata la seconda batteria, condotta sui terreni da Giorgio Frisinghelli e giudicata dai sigg. Bortot e Caradore: terreno difficoltoso e una prima covata di galli non utilizzata dai concorrenti. Per quanto riguarda uno dei soggetti a punto nella nostra batteria, l’Arno di papà Tartari, è stata proposta l’assegnazione del Cacit. Alla prova sul campo Bortot e Caradore hanno condiviso ed accettato la proposta del collega Delaini: Arno vince la prova con la massima qualifica di 1° Ecc. Cac/Cacit. “Un primo turno esemplare, che dimostra cosa voglia dire cacciare in montagna”, afferma Delaini, ”ottimo l’impegno ed ottimo il collegamento. Ottiene un notevole punto su forcello in perfetto stile da far accapponare la pelle. Due giovani forcelli partiti lateralmente, non hanno causato disturbo al cane, che ha proseguito fino al suo forcello come su di un binario ideale”.

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onte Grappa tu sei la mia Patria! Sulle pendici che conobbero una delle più tragiche pagine di storia militare si corre la prima delle due giornate venete del Trofeo. Veniamo accolti Sabato mattino alle 5 e 30 da un indaffarato Bruno Basso, organizzatore della prova e neofita della trombetta. Due le batterie: una  correrà nella Val Vecià, la nostra sui terreni della Busa de’ Orco. Dopo otto turni a vuoto partono sei richiami. Sul secondo richiamo la Aengie di Trapletti ferma, risolve. Poi a seguire vanno a punto Glenn di Rui e la Mea, ancora di Trapletti. Verso le prime ore del pomeriggio tutti alla Malga del Sol per le relazioni ed un pranzo conviviale con giudici, organizzatori e concorrenti (non quelli a quattro zampe!). Nell’altra batteria, guidata da Bortot e Trivellato si sono fatti moli incontri che hanno permesso di fornire una nutrita classifica: vince al 1° Eccellente Amiternum Dero del bergamasco Mazzoleni. “Un buon turno” secondo Trivellato “Coronato da un eccellente punto su di una ‘pitta’ (gallina vecchia)”. Nella nostra batteria la fa da padrone, anche lei al 1° Eccellente, la Aengie dell’Aqua Fregia, dello svizzero Trapletti. “Tra i tre cani in classifica è stata il soggetto che ha svolto il lavoro più pulito, senza sbavature” relaziona Faletti “Dopo una partenza un po’ in sordina ha recuperato battendo molto bene il terreno sapendo dove andarsi a cercare i galli”.

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el pomeriggio dello stesso giorno, risaliamo la valle del Piave, incontrando paesi i cui nomi ci riportano ai libri di scuola e ci rifanno tornare in mente le note di una vecchia ma indimenticabile canzone. Alle ore 20 cena ufficiale alla Casera del Nevegal, dove autorità politiche e civili danno il benvenuto ai concorrenti. Tra una portata e l’altra, un altro instancabile organizzatore e giudice “saladinista”  ritocca gli ultimi particolari per lo svolgimento della gara: è il presidente del Gruppo Cinofilo Bellunese, Adelchi Bortot, selezionatore della Nazionale azzurra che ha vinto nel 1994 il Campionato Europeo di questa specialità. Partenza dalla Casera la mattina seguente alle ore 7, dopo un tortuoso percorso a bordo di fuoristrada le due batterie arrivano sui campi di prova. Una spessa cortina di nebbia impedisce alla nostra batteria, giudicata dalla terna Faletti-Testa-Trivellato, di cominciare la prova fino alle 10. Ancora una volta, però, per mettere cani in classifica si devono attendere i richiami. Inaugura la serie di punti l’After di Cotizelati, seguito da Tirso di Tartari, da Igor di Giachino, da Irgo di Bizzozero, da Gip di Cossali e da Arsenico di Peirano. Terminati i richiami nell’anfiteatro sotto i ripetitori del rifugio Col Visentin, ci si sposta nuovamente verso la stazione invernale di Nevegal per la lettura delle relazioni. Un buon numero di cani in classifica per entrambe le batterie. Nella nostra batteria vince, con la qualifica di 1° Eccellente, il Gip di Cossali. “Gip ha tirato fuori le unghie, tirando un turno encomiabile” dice Trivellato “richiamato, ha allargato la cerca andando a fermare una coppia di galli”. Nella seconda batteria vince a sorpresa una giovane setterina di Cavaglià, la Erta, sempre con la qualifica di 1° Eccellente. “Dei due cani a punto” secondo Geminiani “ciò che ha deciso la classifica è stata la maggiore autorità ed il maggiore temperamento dimostrati dalla setterina Erta di Cavaglià che vince la prova aggiudicandosi un meritatissimo 1° Eccellente”.

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opo anni di richieste da parte del Circolo Cinofilo Bergamasco quest’anno l’E.N.C.I. ha deciso di accontentare la cinofilia orobica assegnando non una ma bensì due prove del Trofeo alla provincia di Bergamo: a Foppolo e alla Presolana. La prima prova è un rientro in grande stile nella cinofilia di montagna: è infatti a Foppolo che si svolse nel dopoguerra, a opera del comm. Isaia Bramani e della S.I.S.I., la prima gara su selvaggina di montagna. Sabato 9 settembre giungiamo di buonora all’hotel K2 di Foppolo dove la signora Pedretti ed i signori Bertocchi e Bordogna del C.C.B. ricevono le iscrizionidella prova. Un cielo ancora stellato fa intravedere una splendida giornata di sole. Tre le batterie: una correrà nei Fontanini, una in Val Gussera e l’ultima nella nuova zona sopra Cusio. La nostra batteria giunge subito sul posto e già al terzo turno ha già il primo cane in classifica. In tutta la mattinata avremo due cani in classifica. Giungiamo al campo base per primi a mezzogiorno, seguiti poco dopo dalla sfortunata seconda batteria senza cani in classifica. La terza batteria giunge alle quattro e mezzo del pomeriggio. Subito l’organizzazione fa sapere ai primi classificati delle due batterie di preparare i cani: si svolgerà il baragge per l’assegnazione del CACIT. Saliamo sopra un paravalanghe da dove la giuria e gli spettatori possono osservare il turno: vediamo pronti Gip di Cossali e After di Cotizelati, entrambi setter inglesi maschi. I conduttori sganciano: primo errore di Gip, accenna un breve inseguimento del compagno di coppia; mentre After comincia ad esplorare un gruppo di pini, Gip commette il secondo e fatale passo falso, dettaglia in una piccola buca. Delaini (presidente di giuria) chiude il turno. After guadagna il CACIT, mentre il Gip, seppur meritevole, deve accontentarsi della riserva.

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l giorno seguente ci ritroviamo dall’altro capo della provincia di Bergamo. Dall’Hotel Grotta di Castione della Presolana parte la seconda giornata orobica del Trofeo sotto un tempo inclemente (la tanto temuta lavata è giunta). Tre le batterie: le tradizionali Corzene e Conca, e la nuova zona di Lizzola, in cima alla Valle Seriana. La nostra batteria è nella nuova zona: una particolarità, cani e conduttori vengono trasportati in quota da una seggiovia. Nonostante il comfort non si incontra neanche una piuma di selvatico. Rientriamo delusi al campo base dopo più di un’ora di trasferimento in macchina. ancora una volta i primi a rientrare verso le 14. Alle 15 e 30 rientra la batteria delle Corzene, bloccati fino alle 10 da una nebbia fittissima. Ci giunge notizia via radio che la batteria della  Conca ha cominciato il primo turno a mezzogiorno causa nebbia, e che ne avrà per le lunghe. Difatti rientra alle 17 con un solo cane in classifica, nuovamente Gip di Cossali. “Prende un eccellente punto su terreno difficile”  relaziona Fombonnat “corretto al frullo e allo sparo, sbavature nel percorso non lo permettono avanzare ad una maggior qualifica. 1° Eccellente”. L’altra batteria  mette quattro cani in classifica e viene vinta dalla Mea di Trapletti: “Dei tre cani all’eccellente la prima posizione viene occupata dalla Mea” dice La Nord “cagna seria che ha lavorato un gallo difficile con intelligenza. Corretta al frullo ed allo sparo. 1° Eccellente”.

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iovedì 14 settembre, dopo un viaggio sotto un tempo inclemente, giungiamo ad Etroubles in Valle d’Aosta, dove ci sta attendendo l’équipe del Gruppo Cinofilo Valdostano, Minniti, Lavacchielli e Rodà. Si parte con il bel tempo dal campo base per poi giungere sui campi di prova con l’inesorabile e gelato Fon. Due le batterie, una alta ed una bassa. Noi siamo nella alta, dove abbiamo incontrato ben 16 selvatici, nonostante l’iniziale bufera di neve che ci ha sorpresi all’arrivo in quota. Nella batteria bassa, dopo aver buttato via una covata, vanno al punto due cani la Mea di Trapletti ed il Krol di Giachino. “I due cani sono ambedue all’Eccellenza” esordisce Pedrazzetti “ma, dopo un’accesa discussione con l’amico Della Torre, abbiamo messo al primo posto la Mea per la superiore qualità dell’azione e della maggiore presa di terreno. Questa cagnetta ha saputo trovarsi un gallo, l’ha preso in condizioni difficili, andandolo a fermare a 70-80 cm. Corretta al frullo ed allo sparo”. Nella nostra batteria vanno in classifica quattro cani: vince al 1° Ecc. Arno di Tartari, seguito dal 2° Mb. di Full di Codelago di Pedraglio. “Cane con doti già conosciute” relaziona Trivellato “ha saputo subito impostare con mestiere un’azione notevole, buon collegamento. Ferma due galli concludendo molto, molto bene”.

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ltima tappa del Trofeo: le pendici della Valle Granaospitano per l’ultima gara la carovana del Saladini ‘95, che ha portato uomini, cani e giudici da un capo all’altro della catena alpina. Buone condizioni atmosferiche, magnifici i luoghi, ottima l’organizzazione da parte del Gruppo Cinofilo Langhe & Roeri. Purtroppo nessuna delle due batterie ha potuto mettere cani in classifica. La nostra batteria giudicata dal duetto Gistri-Arpellino ha portato vanamente al richiamo cani meritevolissimi, quali l’Arno ed il Tirso di Tartari, il Full ed il Koeman di Pedraglio, la Gea, il Krol e l’Igor di Giachino. Anche l’altra batteria  (Geminiani/Gardini) molto sfortunata: solo meritatissime menzioni per  il Gip di Cossali, l’After di Cotizelati e la pointerina di Gambino, la Odri.

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a prova prevista all’Aquila è stata sospesa per motivi a noi ignoti. Vince l’edizione 1995 del TROFEO ROMANO SALADINI PILASTRI la setterina elvetica di Trapletti, MEA, che, avendolo vinto per la seconda volta un’edizione, le viene assegnato.  A parte classifiche e prove è da ribadire la grande sportività di concorrenti e giudici che, loro mi sono testimoni, ci ha permesso di trascorrere bellissime ed indimenticabili giornate sulle nostre magnifiche montagne, nel regno del forcello e della coturnice.

Yuri Tartari

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